|
CENNI STORICI
Il nome medievale del luogo era "CURTIS ANSERIS", citato in un documento del 933, a testimonianza della sua origine fondiaria ("Curtis indicava l'insieme dei possessi del Signore, ma anche il centro di raccolta dei prodotti agricoli). La curtis si trasformerà poi in un centro contadino e successivamente in una signoria, vassalla del potente Vescovo di Asti. Nel 1153 il possente castello esiste già ed assumerà , nei decenni successivi, rilevante importanza militare. I Pelletta, potente famiglia di banchieri Astigiani, acquistarono il castello attorno al 1328, senza però abitarlo. Un loro vicario amministrava il territorio, vessando il popolo con multe e soprusi, sino alla ribellione dei Cortanzesi nel 1357, che costrinse i Signori a rinunciare ad alcuni privilegi. Nel 1435 i Roero furono investiti di una porzione del feudo, che acquisiranno completamente nel 1622. Ercole Tommaso, il più insigne dei Marchesi Roero, era proprietario di uno dei diciassette reggimenti di fanteria del duca Vittorio Amedeo II di Savoia, governatore di Alba e Alessandria, generale di artiglieria e vicerè di Sardegna. Le tre ruote, arma gentilizia storica dei Roero, sono oggi lo stemma del Comune di Cortanze. La tradizione vuole che nel possente torrione del castello sia nato Emanuele Tesauro (1591-1675), gesuita, letterato e storico sabaudo.
|
|
APPUNTI PER UNA VISITA
Il castello, completamente restaurato, si presenta come uno dei meglio conservati esempi di architettura militare medioevale della provincia astigiana. Notevole il salone con volte a crociera, con eleganti chiavi in arenaria dalle figure simboliche. Delle due torri originarie rimane quella a sud, alta 22 metri e costituita da tre locali sovrapposti e sormontata da sette merli "ghibellini " a coda di rondine. La prima di queste stanze è adattata a cappella privata; la seconda ha forma esagonale con volta a spicchi. All'ultimo piano è la stanza detta "la prigione". La tradizione vuole che in questo torrione sia nato Emanuele Tesauro, insigne letterato e storico sabaudo. Il centro antico era racchiuso da una propria cinta muraria di cui rimangono tracce nell'edificio a nord in via Diaz, costruito su una muraglia a scarpa con finestre a sesto acuto. Nel centro sorge anche la chiesa dell'Annunziata che, dietro la facciata barocca in cotto, rivela origini del XIV secolo nelle volte gotiche a crociera e a padiglione. La parrocchiale dei SS. Pietro e Giovanni risale al 1600. Pregevole, nel suo interno, il rivestimento delle pareti in legno intarsiato. Alcuni "crutin", caratteristici infernotti scavati nel tufo per conservarvi il vino, sono veri capolavori di scultura
|
|