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CENNI STORICI
Il nome del paese -in origine Curtis Azonis, deriva da curtis, che in epoca longobarda e franca indicava un centro di lavoro agricolo, abbinato al nome del proprietario, Azo o Azone. Altri paesi dell'area rivelano nel nome la stessa origine curtense. Cortandone (curtis Andonis), Cortanze (curtis Anseris), Corsione (curtis Seonis), Cossombrato (curtis Embrandis). La nascita della Curtis di Azo, dalla quale in seguito si formò il villaggio di Cortazzone, risale all'epoca carolingia e post -carolingia (IX secolo). Un documento del Codex Astensis del 1198 attesta la sua dipendenza dal vescovo di Pavia che si riservava la potestà di cederlo in feudo. Questo feudo ecclesiastico pavese protrasse la sua esistenza fino al dominio napoleonico. Nel 1228 metà del feudo venne acquistato da un ramo della famiglia Pelletta, mentre un altro ramo della stessa famiglia acquista la seconda metà nel 1304 dai "de Montiglio ". Quando i Pelletta si estinsero il feudo passò alla contessa di Favria, poi al conte di Govone. Nel 1706, durante la guerra di successione spagnola, paese e castello furono gravemente danneggiati dai francesi. Da tempo il territorio di Cortazzone era oggetto delle mire dei Savoia.
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APPUNTI PER UNA VISITA
La splendida, interessante chiesa romanica di S. Secondo sorge sulla collina di Mongiglietto a 241 m s.l.m. e a circa 1 km dall'odierno abitato. La prima volta in cui la sua esistenza è documentata, S. Secondo dipende dal vescovo di Asti. Nel 1345 fa parte del distretto della pieve di Montechiaro, dipendente dal capitolo della Cattedrale di Asti. È chiesa parrocchiale fino al '600 circa, quando le sue funzioni vengono assunte dall'attuale parrocchiale sorta nella cinta del castello. A tre navate, terminanti ciascuna in un'abside semi circolare, la facciata si presenta con muratura in blocchi di pietra nella metà inferiore e in mattoni in quella superiore, culminante in un campaniletto del XVII secolo. Sui loro capitelli s'impostano gli archetti che fanno da coronamento alla muratura. Di grandissimo interesse le sculture zoomorfe e antropomorfe, i fregi a intrecci, fogliami e viticci dislocati all'esterno e all'interno dell'edificio, negli intradossi degli archetti, sul coronamento delle monofore, nei capitelli dei pilastri e delle colonne. Un affresco trecentesco, restaurato nel 1992, orna il semi-catino absidale centrale. Reca la stessa dedicazione a S. Secondo la chiesa parrocchiale. Sorta nel XVIII secolo, facciata e campanile sono stati realizzati in stile neogotico nel 1902; il resto della chiesa è in stile neo romanico. La Confraternita di S. Rocco, del XVII-XVIII secolo, è da restaurare internamente. Del castello, già esistente in epoca medioevale e ricostruito tra la fine del '700 e l'inizio dell'800, sussistono l'antica torre quadrata e tratti delle mura.
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