• Comunità Collinare Val Rilate Caleidoscopio di storia, arte, tradizioni, ospitalità...
  • VAL RILATE TERRA DI CHARMES, è questa la miglior definizione per i luoghi che compongono questo pezzo del Monferrato: un dolce mare di colline, infiniti boschi ricchi di vegetazione e di zone fossilifere,
  • assolati paesini arroccati intorno a castelli medievali che testimoniano le rivalità fra antiche casate, gioielli architettonici del sacro (pievi romaniche, Confraternite, chiese barocche)
  • e del profano (case grotta scavate nel terreno argilloso, cantine “crotin” per conservare vini corposi, antiche botteghe artigiane).
  • Venire in Val Rilate vuol dire riassaporare soprattutto antiche tradizioni, antichi gusti e aromi della cucina monferrina/contadina, riscoprire lo scorrere del tempo delle culture contadine che misero le basi di ciò che siamo.
  • La Presidente - Marisa Varvello Comunità Collinare Val Rilate Caleidoscopio di storia, arte, tradizioni, ospitalità...

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Frinco
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Superficie 7,28 km2
Altitudine 217m
Abitanti (2000) 695
Densità 95abitanti/km2
Frazioni/località: Bricco Morra,
Gavelli, Molinasso, Rampone, S Defendente, Valmarchese

www.comune.frinco.at.it


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CENNI STORICI

La più antica citazione di Frinco risale al 1117 ma l'origine del primo insediamento parrebbe risalire alla seconda metà dell'VIII secolo, anche se il borgo, disposto attorno al castello, si consolida nel 1100/1200. Possedimenti e interessi vi avevano tanto il vescovo quanto il Comune di Asti, mentre la signoria era appannaggio di feudatari locali di estrazione rurale. Ad essi subentrano, verso la metà del XII secolo, i Pelletta, nobile famiglia di casanieri astigiani e successivamente, dal 1342, i Turco. Il paese subì anche le conseguenze delle feroci lotte tra Guelfi e Ghibellini agli inizi del Quattrocento, con devastazioni alle campagne e assalti al castello ove Guglielmo Turco, di parte ghibellina, si era arroccato a difesa. Nel 1381 Frinco viene inserito nei beni dotali di Valentina Visconti. La famiglia Mazzetti ne acquisisce gradualmente il possesso negli anni che vanno dal 1442 al 1448, quando ottiene l'investitura imperiale. Nel 1487 venne loro concesso il privilegio di coniare monete d'oro e d'argento recanti la loro insegna araldica, rappresentata da tre mazze. Essi mantennero il possesso del feudo fino al 1829, prima col titolo di Signori, poi, dal 1680 con quello di Conti e dal 1733 come Marchesi. Per via parentale, i loro possessi passarono agli Incisa di Camerana / Roero di Settime.

APPUNTI PER UNA VISITA

In posizione dominante, nel paese, l'imponente mole del castello, che nella torre circolare d'angolo e nell'edificio a tre piani ad essa unito, ha conservato l'originale carattere di struttura "difensiva". Già esistente nel XIII secolo, subì assai presto attacchi e devastazioni poi, con interventi che si susseguirono lungo i secoli, accentuò anche la componente residenziale. Ceduto nel 1893 dal conte Vittorio Incisa di Camerana alla Congregazione degli Oblati di S. Giuseppe di Asti, fu requisito durante la 1^ Guerra Mondiale per alloggiarvi i prigionieri austroungarici impiegati in opere idrauliche lungo il torrente Versa. Dal 1953 è proprietà dei Pica Alfieri. La parrocchiale, dedicata alla Natività di Maria Vergine, esisteva già agli inizi del XIII secolo ed aveva cimitero annesso. Originariamente di ridotte dimensioni e ad una navata, fu oggetto di ripetuti interventi migliorativi che sfociarono, verso la fine dell'Ottocento, nella creazione di due ulteriori navate. La facciata è del 1928 mentre il campanile dista dalla chiesa un centinaio di metri. La chiesa di S. Defendente è stata ricostruita nel 1966 su un sito leggermente spostato rispetto alla precedente costruzione, già citata nel 1625. Alla Confraternita avente lo stesso nome, apparteneva la chiesa di S. Rocco, ampliata verso la fine dell ' 800. II Palazzo comunale era di proprietà degli Incisa di Camerana da cui venne acquisito nel 1934. Da ricordare ancora il Parco della Rimembranza, il Monumento ai Caduti, le varie cappelle , votive distribuite sul territorio e i cippi che ricordano eventi storici: tra questi, quello di Bricco Marina ricorda la visita del Re Vittorio Emanuele III nel 1928, in occasione delle manovre militari.