• Comunità Collinare Val Rilate Caleidoscopio di storia, arte, tradizioni, ospitalità...
  • VAL RILATE TERRA DI CHARMES, è questa la miglior definizione per i luoghi che compongono questo pezzo del Monferrato: un dolce mare di colline, infiniti boschi ricchi di vegetazione e di zone fossilifere,
  • assolati paesini arroccati intorno a castelli medievali che testimoniano le rivalità fra antiche casate, gioielli architettonici del sacro (pievi romaniche, Confraternite, chiese barocche)
  • e del profano (case grotta scavate nel terreno argilloso, cantine “crotin” per conservare vini corposi, antiche botteghe artigiane).
  • Venire in Val Rilate vuol dire riassaporare soprattutto antiche tradizioni, antichi gusti e aromi della cucina monferrina/contadina, riscoprire lo scorrere del tempo delle culture contadine che misero le basi di ciò che siamo.
  • La Presidente - Marisa Varvello Comunità Collinare Val Rilate Caleidoscopio di storia, arte, tradizioni, ospitalità...

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Montechiaro d'Asti
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Superficie 10,14 km2
Altitudine 292 m 
Abitanti (2000) 1377 
Densità 136 abitanti/km2 
Frazioni/località: Nocciola,Regione Reale

www.montechiaro.info


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CENNI STORICI

Adagiato su una delle colline più elevate della dorsale che si erge tra le valli dei torrenti Rilate e Versa, Montechiaro d'Asti venne fondato il19 marzo del 1200. In quel giorno infatti, novantatre uomini dei borghi di Pisenzana, Mairano e Maresco giurarono fedeltà al Podestà di Asti ottenendo la cittadinanza astese e il permesso di fondare la nuova "villa". Con la costruzione di Montechiaro furono anche costruite le chiese dei borghi che continuarono ad essere divisi in tre parrocchie. È certo che sin dalle origini Montechiaro seguì le sorti del Comune di Asti in lotta con i marchesi del Monferrato, fino a quando nel XIV secolo divenne. come Asti -dominio Visconteo e come tale fu inserito nei beni dotali di Valentina Visconti nel 1387, in occasione delle sue nozze con Luigi d'Orleans. Nel corso delle guerre franco-spagno le Montechiaro, teatro di continue lotte tra gli avversi eserciti, venne occupato alla metà del Cinquecento. Dopo la pace di Cambrai passò definitivamente tra i domini sabaudi e nel Seicento, durante le guerre di successione del Monferrato, le opere di difesa andarono in gran parte distrutte.

APPUNTI PER UNA VISITA

Numerose e di grande interesse sono le attrattive che Montechiaro d'Asti offre all'attenzione del visitatore. Celebre è la bella chiesa romanica di S. Nazario e Celso, a circa 2 km a nord-est del concentrico e raggiungibile con bella passeggiata tra i vigneti e alberi secolari.
La sua costruzione è collocabile tra XI e XII secolo, nell'abitato di Mairano, ora scomparso. La torre campanaria, collocata a sinistra della facciata, è di particolare interesse sia per le ragguardevoli dimensioni in rapporto alla chiesa, sia per la ricchezza degli elementi decorativi. Altra chiesa romanica è quella di S. Maria Assunta (antica "Pieve di Pisenzana"), a circa 1 km a nord dell'abitato. Nel concentrico - assai interessante nel suo insieme - spicca la bella torre quadrata che si erge all'angolo del palazzo comunale, ove un tempo si trovava il ponte levatoio, e che è quanto rimane dell'antica casaforte. Sulla piazza che conclude la via principale è la parrocchiale di S. Caterina, costruita verso la metà del XVIII secolo; in essa si trova la cappella del battistero, ove nel 1752 fu battezzata la nonna materna di Don Bosco. Accanto alla piazza del Municipio vi è l'altra parrocchiale di S. Bartolomeo, di antica origine ma riedificata in forme barocche nel 1754. La piccola chiesa di S. Anna, appartenente alla compagnia delle Umiliate, venne eretta nel 1710. Altre chiese sono quella dell'Annunziata, nei pressi di San Bartolomeo, e quella barocca di S. Antonino, posta su un'altura alla periferia dell'abitato. Nella cassaforte di Pisenzana si possono visitare i caratteristici "Crottini" e lunghi corridoi sotterranei. Suggestivo è anche l'ambiente naturale che si può apprezzare da siti panoramici quali la terrazza del belvedere e la piazza S. Anna. Chi percorre il "grande bosco" (la tartufaia più grande d'Italia), ha l'impressione di trovarsi in quei parchi inglesi dove si pratica la caccia alla volpe.