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CENNI STORICI
La più antica citazione di Piea si trova su un documento dell'832, mentre su una bolla del papa Anastasio IV del 1154 si fa riferimento al ".. comìtatum et castrum Plage", prima attestazione dell'esistenza di un castello. A partire dalla metà del II secolo, posseggono beni e terre in Piea i conti di Riva e di Biandrate. Questi ultimi, sconfitti ripetutamente da Asti, perdono tutti i loro possessi astigiani, compreso il feudo di Piea, a beneficio dei Riva. Dopo pochi anni la parte posseduta un tempo dai Biandrate e passata al capitolo della cattedrale in Asti, viene rivenduta al libero Comune di Montechiaro. Più tardi, questa parte di feudo viene ceduta in parti uguali ai Roero e ai Riva. Verso la fine del XIV secolo l'ultimo ramo della famiglia dei Riva si estingue e la loro parte di feudo passa alla potente famiglia dei Roero che già possedevano, dal 1349, un ottavo del feudo. La loro presenza in Piea suscitò inizialmente un diffuso malcontento nella popolazione che sfociò in sollevazioni nel 1358 e nel 1361. Subentra, dall'inizio del '400 una fase in cui porzioni di feudo passano continuamente di mano, anche al di fuori delle famiglie Roero e Riva. Le quote di feudo si riunificano nelle mani di Carlo Roero nel 1687. Nel 1829 nella proprietà subentra Carlo Annibale dei Faussone di Clavesana. Nel 1880, quando i diritti feudali sono da tempo aboliti, perviene al genovese Raffaele Bombrini e, alla sua morte, tramite il matrimonio della figlia Maria, ai della Croce di Doiola.
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APPUNTI PER UNA VISITA
Di origine assai antica, il castello presentava - nel 1539 - il carattere di una struttura fortificata, con una torre grande e due torrette. Un secolo e mezzo più tardi, le due torrette non esistevano più (forse erano crollate). Nel secolo XVII l'edificio cominciò a cadere in rovina. Tra il 1720 e il 1760 i lavori di restauro, condotti per iniziativa dei conti Filippo Felice e Carlo Maria Roero, fecero perdere all'edificio il carattere di fortezza per assumere quello del palazzo residenziale. Vennero anche abbattuti i bastioni di difesa e si posero le basi dell'attuale giardino. Il cavalier Giovanni Gonella, venuto in possesso del castello nel 1857, oltre a rendere di nuovo abitabili le stanze del piano terreno, dotò la faciata di levante di uno scalone a doppia rampa. Il suo aspetto attuale, massiccio, è quello di un sontuoso palazzo settecentesco. La chiesa parrocchiale dei Ss. Giacomo e Filippo risale al 1589. Inizialmente ad una navata con una piccola sacrestia, era priva di cappelle laterali, aggiunte in parte nel XVII secolo, in parte agli inizi del XX secolo. Il campanile, probabilmente coevo della chiesa, fu restaurato nel 1926 e rialzato, portandone l'altezza totale a 32 metri. Anche la facciata, originariamente in cotto, fu restaurata nello stesso anno e rintonacata. Altre chiese si trovano in località S. Grato e in località Vallunga.
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